Silvia Pasticci

Frisceu di borragine per il Calendario del Cibo Italiano.

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Oggi il Calendario del Cibo Italiano celebra la Giornata Nazionale delle erbe spontanee e io ho deciso di partecipare con una specialità ligure, i frisceu di borragine. Delle frittele di pasta lievitata con le borragini all’interno.

Prima di passare alla ricetta, però, vorrei presentarvi la sua vera protagonista, un’erba spontanea che vi consentirà di fare i frisceu praticamente a costo zero. Approfittate di una passeggiata per farne provviste!

Foto cortesia di Valentina De Felice del blog “Di verde di viola”.

La borragine è una pianta annuale, il che vuol dire che finito il suo ciclo di fioritura muore. La sua origine non è certa, probabilmente arriva dall’Oriente ma, ad oggi, compare in quasi tutta l’Europa ed in America Centrale.

Come descrita da Wikipedia la borragine è una “pianta erbacea, spesso coltivata come annuale, può raggiungere l’altezza di 80 cm. Ha foglie ovali ellittiche, picciolate, che presentano una ruvida peluria, verdi-scure raccolte a rosetta basale lunghe 10-15 cm e poi di minori dimensioni sullo stelo. I fiori presentano cinque petali, disposti a stella, di colore blu-viola, al centro sono visibili le antere derivanti dall’unione dei 5 stami. I fiori sono sommitali, raccolti in gruppo, penduli in piena fioritura e di breve durata. Hanno lunghi pedicelli. I frutti sono degli acheni che contengono al loro interno diversi semi di piccole dimensioni.” Per i non addetti ai lavori la cosa che più attira l’attenzione di questa pianta è il colore del fiore ed il fatto che la pianta sembri pelosa.

Foto cortesia di Valentina De Felice del blog “Di verde di viola”.

In medicina era conosciuta sin dai tempi dei romani perchè svegliava gli spiriti vitali. Ad oggi è riconosciuta la sua qualità in quanto antiinfiammatorio ed il suo olio essenziale usato per trattare eczemi ed altre affezioni cutanee.

Nel nostro campo, quello della cucina, possiamo dire che è largamente usata nella gastronomia italiana per frittate, ripieni di ravioli e torte salate e per le zuppe e minestroni. L’uso a crudo è sconsigliato, intanto perchè la peluria va via solo cuocendola e poi perchè può essere pericolosa per il fegato, in questi frisceu si usa a crudo, ma si tratta di una piccolissima quantità che va poi cotta nell’olio ad altissima temperatura.

Frisceu di borragine per il Calendario del Cibo Italiano.

Per 15 unità:

  • 150 g di farina 00.
  • 100 ml di acqua.
  • 1 tuorlo d’uovo.
  • 7 foglie di borragine (quelle più tenere).
  • 1/2 cucchiaino da caffè di lievito di birra secco e un pizzico di zucchero per attivarlo (o un pizzico come un nocciolo d’oliva di quello secco).
  • 1/2 cucchiaino da caffè di sale.
  • Olio d’oliva extravergine per friggere, q.b.

Stemperate lo zucchero ed il lievito di birra secco nell’acqua (quello di birra fresco non ha bisogno dello zucchero), unite la farina e mescolate dopodichè potrete unire il sale, il tuorlo e le foglie di borragine tritate a striscioline sottili. Amalgamate bene, coprite e mettete l’impasto dei frisceu a riposare in un luogo tiepido.

Passate 2/3 ore l’impasto sarà aumentato di volume.

Fate scaldare in un pentolino piccolo dell’olio d’oliva per una frittura in olio profondo (se fate più quantità potete usare un recipiente più grande, uso questo accorgimento semplicemente per risparmiare un po’ di olio di buona qualità). Quando avrà raggiunto i 180°C (mettete un po’ d’impasto per controllare, dovrà salire a galla immediatamente) prendete due cucchiaini e aiutatevi a formare delle palline che a contatto con l’olio si gonfieranno subito. Girate i frisceu di borragini dopo un paio di minuti e toglieteli quando saranno ben dorati.

Fateli scolare l’eventuale olio in eccesso e servite subito.

Godetevi i vostri Pasticci ed alla prossima!

Besos.

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