Silvia Pasticci

Il mio pane dolce del sabato per Michael Meyers.

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Il mio pane dolce del sabado per Michael Meyers è il pane più triste della mia vita; il pane che non avrei voluto impastare, osservare e guardare come un bambino piccolo. Perchè questo pane nasce come omaggio a qualcuno che è andato via, Michael Meyers, il dottore di MTChallenge, quello che ci consigliava di friggere nello strutto e di mangiare burro ogni tanto.

Con questo pane sia io che altre persone che hanno conosciuto Michael, fisica o virtualmente, vogliamo far capire a Micol, sua moglie, ed Eleonora, la figlia per scelta, che siamo lì con loro, che le abbracciamo come l’impasto di questa treccia ebraica si abbraccia con il ripieno.

Io sono tra quelli che hanno conosciuto Michael solo tramite messenger, ma posso parlare senza ombra di dubbio di piccole cose su di lui; della sua voglia di vivere, del suo umorismo, della sua rigidità un po’ comica talvolta, della sua curiosità un po’ infantile legata ad un desiderio di conoscere le cose a livello “scientifico”, della sua discrezione e, in contemporanea, la sua “irruenza” quando si parlava di cose che lo toccavano. Perchè questo grande professorone, oncologo e nutrizionista aveva delle manie da bambino piccolo che lo accomunavano a Figlio, e sapere di questo ci ha fatto avviciniare.

Se volevi far incavolare questo bel signore ti bastava una cosa, “toccare” la challah, il pane della tradizione ebraica. Le regole della kasherut, l’alimentazione ebrea, sono molto rigide e anche se mangiava maiale, gamberi e se ne fregava di quei precetti una cosa non la mandava giù: se fai una treccia di pane non chiamarla challah, perchè la challah si fa secondo delle regole specifiche. Ci aveva scritto insieme ad Eleonora (perchè la figlia per scelta è anche la sua compagna di food blog) un articolo apposta, tanto lo faceva venir matto l’argomento, leggetelo qui.

E noi, per non mancare di rispetto la “sua” challah riprendiamo la ricetta di quando anni adietro vinsero MTChallenge e proposero un pane dolce del sabato, un impasto simile a quello della challah che si può farcire a piacimento pur seguendo le regole alimentari della kasherut. Cosa che io non farò in omaggio al dottò monello che faceva impazzire sua moglie Micol mangiando “la qualunque”.

Per la ricetta dell’impasto io vi mando qui e vi racconto come ho personalizzato il pane dolce del sabato.

Per la farcitura alla cannella per una treccia:

  • 75 g di zucchero di canna, meglio se muscovado.
  • 60 g di burro.
  • 30 g di farina 00.
  • 1/2 cucchiaio di cannella.
  • Un pizzico di noce moscata.

Mescolate tutti gli ingredienti aiutandovi con il dorso di un cucchiaio fino a formare una pasta marrone uniforme. Mettete la farcitura in una tasca da pasticcere e mettetela sulle strisce che poi formeranno la treccia. Siate regolari (non fate come me che alla fine o messo troppo ripieno e mi è uscito ovunque…), formate la treccia e lasciatela riposare.

La seconda treccia l’ho cosparsa di semi di nigella o sesamo nero e non l’ho farcita. Questo pane e come un pan brioche, appena dolce e sta bene con tutto, sia dolce che salato. Infatti la morte sua è con il prosciutto cotto (alla faccia della kasherut, vero Dottò?) o la mattina tostata e spalmata di burro e miele.

Ovunque tu sia, sappi che ti ho tenuto da parte un pezzetto. Ciao Michael.

 

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